
La scelta della giurisdizione in cui stabilire la propria struttura societaria è molto difficile e complessa. “Onshore o offshore?” è un quesito che richiede un attento esame di numerosi fattori. Ci sono molte motivazioni che portano spesso a prediligere la soluzione offshore rispetto alla onshore, che si traducono in obblighi di legge meno stringenti e onerosi, flessibilità, facilità di entrata, maggiore risparmio e vantaggi fiscali più appetibili. Bisogna però tenere in considerazione il fatto che la soluzione offshore non è sempre quella vincente. Le differenze in termini di agevolazioni all’insediamento di imprese sul territorio o anche di natura fiscale stanno diventando, con l’andar del tempo, meno significative e, specialmente dopo i nuovi recenti sviluppi di politica economica internazionale, molti domicili non potranno garantire tutti i vantaggi che offrivano nel passato. Per bilanciare l’uscita di capitali verso destinazioni estere, molte giurisdizioni onshore si dimostrano altrettanto flessibili e creative dal punto di vista finanziario, basti pensare a Malta o al Liechtenstein, per citare due esempi. Il Liechtenstein offre agli investitori agevolazioni fiscali assolutamente degne di nota. Le società con sede operativa nel territorio e le holding usufruiscono di una bassa imposizione fiscale, mentre le vendite patrimoniali e quelle personali non sono sottoposte ad alcun prelievo fiscale. Altro esempio è costituito dalle ITC (Società Commerciali Internazionali) maltesi, che sono caratterizzate da un particolare meccanismo di rimborso delle tasse agli azionisti non residenti, garantendo un’aliquota di imposta effettiva sotto il 5%. Risulta chiaro quindi come, viste la particolarità di esigenze che scaturiscono da un’attività economica, sia bene valutare anche le possibilità offerte dalla soluzione onshore, magari combinandola con compatibili alternative offshore.
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